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Morte di Twitter: un’altra bufala o cosa?

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Scritto da: Luca Cannarozzo

Sono giorni (se non mesi) che sui Social Media corre questa notizia: la morte di Twitter. Questo evento ha scaturito innumerevoli dubbi e domande. Ma sarà vero? Ma un canale Social può davvero chiudere? Ecco, queste sono solo alcuni dei dubbi che la notizia della morte di twitter ha subito suscitato. Oggi nell’articolo del Blog sul web marketing turistico cercheremo di affrontare alcuni di questi interrogativi, ma non perdiamo altro tempo e procediamo subito.

 

Un po’ di storia sulla ‘morte’ dei Social Media

La diffusione della rete ci ha condotto velocemente all’interno di una dimensione veloce, precoce e particolarmente dinamica. I trends cambiano velocemente determinando la chiusura di intere aziende e l’apertura di nuove. Tutto avviene così velocemente, si diffondono nuove App, nuovi sistemi di comunicazione (favoriti anche dalla diffusione di nuove tecnologie) e in un battito di ciglia ci troviamo ad utilizzare un nuovo media, un nuovo strumento per la comunicazione online (es WhatsApp).

Altre volte il passaggio è più lento e più evidente, come nel caso della chiusura di MySpace. Ricordi questo straordinario Social, non è vero? Permetteva a gruppi musicali, anche sconosciuti, di caricare in rete i propri Mp3 e di diffondere gratuitamente la propria musica in pochissimi click. Tutto ciò accadeva agli inizio degli anni 2000 in concomitanza con la diffusione degli Mp3 e della musica digitale e tutto rimase invariato sino all’arrivo di Facebook nel 2004. Da questa data sino al 2011 MySpace registrò un declino, seppur graduale, nel numero delle iscrizioni alla piattaforma sino alla chiusura definitiva verso la fine del primo decennio degli anni 2000.

Perchè accadeva ed accade tutto ciò? Furono molti i motivi che determinarono e che ancora oggi incoraggiano il passaggio da una piattaforma all’altra, da un social ad un’altro. Vuoi per l’arretratezza della piattaforma, per un mancato adeguamento del canale con le nuove forme di comunicazione, vuoi per tantissimi altri motivi.. oggi sul web la domanda è sempre la stessa: twitter sta per morire? 

 

La morte di twitter: facciamo il punto della situazione

I dubbi sulla salute di Twitter sono partiti da questo articolo del di gennaio del New Yorker intitolato La fine di TwitterIn questo articolo si è parlato molto della situazione finanziaria della piattaforma che ha segnato la storia dei Social Media. Si è parlato della situazione in perdita delle quotazioni in borsa, del bilancio in rosso (o quasi) delle casse di Twitter e del declino delle inscrizioni. Insomma si è descritto un quadro non proprio incoraggiante ed i motivi, oltre a quelli citati, potrebbero essere ben più numerosi:

 1) Twitter Vs Aziende; 

Inserire Twitter nelle strategie di Marketing di strutture turistiche (e non solo), risulta particolarmente complesso per alcune caratteristiche che allontano la piattaforma dalle esigenze degli ospiti come:

Scrivere e leggere le recensioni;

Messaggistica più familiare;

Ambiente più ”intimo” e circoscritto;

Lacune che hanno condotto inevitabilmente a preferire l’utilizzo di altri social ed altri strumenti di comunicazione.

2) Twitter Vs tecnologie; 

Negli ultimi tempi sono molte le ‘novità tecnologiche’ introdotte nei Social Media: foto e video a 360 gradi, nuove possibilità di Ads, dirette ecc ecc. Molte di queste novità ancora oggi non sono supportare da Twitter, anche se negli ultimi tempi si è cercato di far evolvere la piattaforma, ma senza grandi successi. L’incompatibilità ed il ritardo nell’evoluzione di Twitter hanno reso fuori portata, da parte degli utenti e soprattutto delle aziende, l’intera piattaforma determinandone in parte il declino di questi mesi.

 

Il rivale di Twitter

A lungo si è pensato che il vero rivale di Twitter fosse Facebook. Un Social che è cresciuto esponenzialmente e che oggi vanta un numero spropositato di iscritti. Quindi è stato Facebook a determinare la mote di Twitter? No, non è andata così.

Se volessimo cercare un colpevole del declino fuori dalla piattaforma, allora dovremmo chiamarlo Instagram. Si proprio così! Instagram nel 2014 registrò una crescita esponenziale di utenti attivi e le condivisioni di foto presero il volo. Questo però era un momento particolarmente difficile per Twitter, che aveva appena introdotto Vine (per la condivisione dei video) che non ebbe il successo sperato.

Un vantaggio per Instagram che ancor oggi viene puntualmente registrato dalle statistiche della piattaforma.

 

Conclusioni: Quindi quando chiuderà Twitter?

Certamente ti sarai posto questa domanda leggendo l’articolo di oggi. Noi del Blog sul Web Marketing turistico non ne abbiamo idea, ci auguriamo che ciò non accada presto o che almeno non accada nei prossimi mesi… L’unico elemento che ad oggi sicuramente scoraggia o scoraggierà la chiusura è la comunicazione in tempo reale. Difatti Twitter è il porta bandiera della comunicazione diretta, della comunicazione in tempo reale e riteniamo sia difficile, o perlomeno complesso, poterlo sostituire in toto. E tu non sei d’accordo?

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