Web Turism Marketing

Web marketing turistico e Antitrust. Facciamo il punto della situazione.

Scritto da: Luca Cannarozzo

Oggi parliamo di un argomento strettamente connesso al web marketing turistico ed ha fatto molto discutere blogger, testate giornalistiche e Tv. Approfondiremo le problematiche legate alla gestione di commenti e recensioni da parte delle multinazionali più attive nel web marketing turistico, che influenzano profondamente il mercato globale.

La volta scorsa ti ho parlato di come gestire i commenti ed i feedback negativi, come rispondere e come gestire quel senso di ansia che spesso ci trasmettono. Nell’articolo di oggi affronteremo un argomento correlato alla gestione dei feedback (positivi o negativi che siano) ma da un punto di vista differente, circa l’aspetto legale.

Con esattezza faremo il punto della situazione sulla disputa che vede coinvolti gli albergatori italiani ed alcuni trai più famosi siti di prenotazioni online.

 

Web marketing turistico e l’autorità garante della concorrenza

Finalmente l’antitrust ha deciso di fare chiarezza sulle recensioni e sui feedback dei viaggiatori, ha deciso di colpire quel mercato che si è notevolmente sviluppato con la nascita e l’evoluzione di siti come Booking e Expedia . Tutto è cominciato intorno al 2000 con la denuncia da parte degli albergatori nei confronti di questi leader nelle prenotazioni online, l’antitrust dopo aver colpito le due aziende citate in precedenza ha deciso di fare chiarezza, quest’anno, su un altro colosso del web marketing turistico, TripAdvisor.

L’autorità garante della concorrenza dichiara che Tripadvisor non farebbe abbastanza per tutelare e gestire al meglio le recensioni che i consumatori possono lasciare sul sito. Visitando il sito di TripAdvisor ci si rende subito conto che chiunque può scrivere dei commenti senza alcuna ‘verifica’ di autenticità lasciando un ‘vuoto commerciale’ nel quale è possibile sviluppare delle pratiche commerciali sleali.

Permettere di scrivere feedback positivi o negativi su alberghi ed altre attività commerciali turistiche senza alcuna verifica da parte del sito web, significa offrire la possibilità di stabilire a tavolino lo sviluppo di strategie di  marketing turistico poco corrette, utili per abbattere la concorrenza e trasformare il più umile degli hotel in una reggia irresistibile. Le tecniche di diffamazione online sono molto diffuse, si evolvono insieme ai siti web (che divengono sempre più social), e purtroppo rappresentano l’aspetto più negativo del web marketing in genere.

 

Le problematiche più diffuse (e ancora irrisolte)

Le problematiche che in questi anni si sono sviluppate sono notevoli, e di seguito proviamo ad elencarne qualcuna.

L’anonimato è senza dubbio l’aspetto più negativo e complesso. Difatti è forse l’arma più pericolosa per chiunque voglia infangare un concorrente, ed è il motivo principale per il quale gli albergatori italiani nel 2014 hanno mosso numerose iniziative contro il colosso commerciale online.

TripAdvsisor ha intrapreso numerose iniziative per migliorare la gestione dei propri utenti cercando di ridimensionare la possibilità di ‘trucchi commerciali’, ma nonostante le migliorie introdotte siamo ancora lontani dalla parola ‘fine’.

Un’altra problematica, registrata in questi anni di grande successo e sviluppo di queste multinazionali, è la ‘convenienza forzata’. Difatti si registrano casi in cui siti come Booking.com hanno obbligato ad albergatori e a gestori di attività turistiche di non proporre a clienti diretti prezzi più bassi rispetto a quelli concordati con la piattaforma,  sottolineando in questo modo la ‘convenienza’ delle offerte online.

Ultima problematica, ma non per importanza, sono i ‘ricatti per sconti’. Di cosa parlo? Vere e proprie minacce da parte dei viaggiatori di recensioni diffamatorie,  per ottenere sostanziali sconti sull’intero soggiorno. Queste iniziative di stampo malavitoso purtroppo si stanno diffondendo in diverse zone Europee, e sono numerosi i casi in cui si registrano ricatti e atteggiamenti così spaventosi da ottenere persino l’intero soggiorno gratuito. Questa piaga del turismo online ha spinto numerose strutture a non entrare nel mercato del web, precludendosi innumerevoli opportunità commerciali.

 

Manovre correttive

Tripadvisor non è ignara delle problematiche che la circondano, come l’anonimato e i ricatti, ed effettivamente i controlli su coloro che si affidano ad essa sono aumentati notevolmente. Esemplare è l’episodio di un albergo in Cornovaglia sorpreso a corrompere i propri clienti in cambio di recensioni positive. Sospeso e bannato definitivamente.

Ma ad oggi l’antitrust si aspetta molto di più da queste multinazionali, come le recensioni verificate e un maggiore controllo da parte degli amministratori sull’intero sistema. Ma forse tutti ci aspettiamo norme più capillari più adatte per incrementare quella trasparenza che non solo i viaggiatori cercano online.

E tu cosa ne pensi? Hai mai avuto alcune delle problematiche precedentemente indicate? Scrivimi nei commenti e parliamone!

(Articolo in aggiornamento non appena ci saranno nuovi sviluppi)

 

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